31 Mag Acne della donna in carriera, colpa di stress e ormoni: domande e risposte contro i falsi miti
Donna in carriera? Sì, ma quanta fatica! Con il tempo che passa non ci sono solo la lotta contro la gravità, la guerra alle rughe, la disperata ricerca dell’alimentazione giusta e le faticose lezioni di pilates. C’è, soprattutto, lo stress. Risultato? L’acne della donna in carriera.
Quando cresciamo pensiamo di lasciarci alle spalle le discussioni in famiglia, l’ansia per il compito in classe e soprattutto l’acne, fedele e indesiderata compagna d’avventure. Sempre lì, sul nostro volto, nonostante i kg di fondotinta. “Tranquilla, con il tempo andrà via..”, ci rassicurano. E forse, con la giusta cura, per molti l’acne diventa solo un brutto ricordo: ma non tutti conoscono l’acne della donna in carriera.
Perché viene chiamata Acne della donna in carriera?

Perché si tratta di un’acne tardiva, che compare dopo i 25 anni – quando l’età adolescenziale è stata ampiamente superata – ed è associata allo stress. Questo causa uno sbalzo ormonale che porta all’insorgere dell’acne. I problemi, però, non finiscono qui: perché guardarci allo specchio e vederci piene di bolle sul viso causa ulteriore stress psicologico, che inevitabilmente peggiora l’acne.
“È colpa del ciclo?”, “Potrei aver mangiato troppa cioccolata?”, “Sarà causata da un’alimentazione sbagliata?”, “Con il sole andrà via?”. Quando si parla di acne, purtroppo, ci sono tanti luoghi comuni duri a morire. Bisognerebbe partire da un presupposto: cioè rivolgersi sempre ad un professionista esperto, che possa individuarne la causa e, dopo una specifica visita e valutazione del caso, indicare la cura più adatta.
Come medico estetico proverò a sfatare alcuni falsi miti sul problema generale e, nello specifico, sull’acne della donna in carriera, fenomeno sempre più oggetto d’attenzione negli ultimi anni.
Innanzitutto non va confusa con i brufoli. L’acne è una dermatosi che cronicamente infiamma la pelle, può essere legata a diversi fattori e si manifesta, prevalentemente, in età adolescenziale, secondo diversi livelli di gravità. C’è sempre, 365 giorni all’anno: non come i brufoletti che precedono il ciclo mestruale. Alla base dell’acne possono esserci fattori ormonali, patologie ginecologiche, predisposizione familiare.
Colpisce dal 70 al 90% gli adolescenti – dai 13 ai 19 anni – anche se dati più recenti testimoniano un rilevante aumento di incidenza tra gli adulti sopra i 25 anni, in particolare le donne. Ed ecco qui che troviamo l’acne della donna in carriera, spesso stanca e stressata.
Ma quali sono i falsi miti sull’acne?
-È CAUSATA DA UNA CATTIVA ALIMENTAZIONE? FALSO
Non ci sono prove scientifiche che correlano l’alimentazione all’acne. Tuttavia, cibi con alto indice glicemico e latticini potrebbero favorire un peggioramento della patologia (per chi soffre di acne): è bene, quindi, limitare l’uso di cibi raffinati come pane, pasta dolce e latticini;
-IL SOLE ELIMINA L’ACNE? FALSO
L’abbronzatura crea solo una semplice illusione, poiché mimetizza l’acne, dando alla pelle un aspetto meno unto e più salutare. In realtà, i raggi solari accentuano il processo infiammatorio, provocando un ispessimento dello strato più superficiale dell’epidermide e favorendo la formazione di comedoni, cioè dei punti neri;
-SPREMERE BRUFOLI E PUNTI NERI È UN BUON METODO PER ELIMINARLI? FALSO
Spremendo i brufoli si rischia di diffondere l’infezione nella pelle circostante, perché vado ad infiammare ancor di più la ghiandola sebacea, con la possibilità di danni relativi che possono causare cicatrici o macchie permanenti sulla zona interessata;
-APPLICARE IL DENTIFRICIO SUI BRUFOLI FUNZIONA? FALSO
L’applicazione sulla pelle del dentifricio, oltre che inutile, è dannosa. Può comportare irritazioni, rossori, prurito e bruciori;
-DETERGERE SPESSO IL VISO FUNZIONA? FALSO
Chi soffre di acne ha la cute seborroica. È sufficiente lavare il viso 2 volte al giorno con detergenti non aggressivi;
-SE HO L’ACNE NON POSSO TRUCCARMI? FALSO
Il make up può essere molto utile: dovrai scegliere prodotti adeguati ipoallergenici e non comedogeni, perché questi ultimi occludono i pori, favorendo la formazione di comedoni, cioè accumuli di sebo all’interno dello stesso poro facendolo dilatare e creando difficoltà nella traspirazione.
E LA PILLOLA?
La pillola può risolvere il problema dell’acne se questa è causata da squilibri ormonali: ad esempio nei casi di ovaio policistico, sindrome microfollicolare, endometriosi e altre patologie ginecologiche. Ad oggi, nella donna – secondo i protocolli che vengono applicati – oltre ad antibiotici e farmaci seboregolatori, si prescrive la pillola per regolare gli sbalzi ormonali. Non è detto, tuttavia, che la pillola possa essere la cura indicata per tutti.
Come curare l’acne tardiva?
Bisogna rivolgersi ad un professionista medico che, dopo un’opportuna visita, dovrà individuare la causa scatenante la patologia e indicare la terapia giusta per la cura. Si possono prescrivere antibiotici, esfolianti, antimicrobici, farmaci a base di acidi e seboregolatori. All’uso di questi farmaci, inoltre, possono essere associati trattamenti come Peeling a base di acidi, Radiofrequenza, Laser CO2 o Laser Erbium frazionato.